Brexit, ovvero di come tanti Tafazzi potrebbero distruggere un’economia

di Jacopo Gerosa

Brexit, ovvero di come tanti Tafazzi potrebbero distruggere un’economia

 

 

Disastro o rilancio?

 

I primi a stupirsi del risultato del referendum britannico sembrano essere stati proprio i sostenitori del “leave”. Forse speravano di dimostrare di saper raccogliere numerosi consensi, ma ora si trovano a gestire una situazione più grande di loro. Come i personaggi degli anni ’90 sfoggiano grandi sorrisi, ma … (se non ricordate il personaggio cercate su Youtube).

 

Le previsioni su cosa succederà sono molte e spesso discordi. Da una parte chi predice disastri e chi un rilancio tolte le pastoie comunitarie.

 

Difficile predire quando non c’è ancora nemmeno una certezza sulle modalità e le tempistiche di uscita della Gran Bretagna, forse nemmeno sull’uscita stessa. La certezza è che la GB in un senso o nell'altro dovrà abbandonare il suo status di paese membro dell’Unione, ma non troppo. Ora non lo sarà più o lo diventerà a pieno titolo. Il risultato del referendum fa propendere per la prima soluzione, non sarei così drastico da escludere la seconda.

 

 

E il mattone italiano?

 

Quali saranno i riflessi per il mercato immobiliare italiano? Intanto per i Britannici da un paio di giorni i nostri immobili sono diventati più cari di un 10% per la svalutazione della Sterlina rispetto all’Euro. Chi era già proprietario sarà tentato di realizzare questo profitto, ma difficilmente potrà farlo nella attuale situazione di mercato. In sostanza una maggiore propensione alla vendita che all’acquisto. Niente di buone da questo, limitato, fronte.

 

Soros si è chiaramente pronunciato a favore di una dissoluzione generale della UE. Persona che non parla mai a caso, il grande finanziere lascia presagire tempi bui, nel medio periodo, per le economie del continente. Restando nell’immediato notiamo che in effetti le banche sono ancora in difficoltà e che si preannunciano ancora numerosi anni di credito difficile. Ancora niente di buono nemmeno da questo, più ampio, fronte.

 

 

Milano come Londra?

 

Le crisi offrono sempre delle opportunità. La prima e più grande che si presenta all’Italia, a Milano in particolare, è di riuscire ad intercettare quelle istituzioni, finanziarie in particolare, che si sposteranno da Londra una volta che sarà chiaro che questa perderà la caratteristica di essere comunitaria. Se il Governo e gli Enti locali saranno in grado di cogliere questa occasione, battendo piazze più scontate come Parigi e Francoforte, le ricadute sull’economia ed il mercato immobiliare nostrano potrebbero essere eccezionali.

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