Un'immagine vale più di mille parole

di Paola Faravelli

 

Un'immagine vale più di mille parole, chissà quante volte avrete sentito pronunciare questa frase, che ho scoperto (googolando) essere stata attribuita sia Confucio che a Mao Tse-tung.

 

Ma per quale motivo un'immagine vale più di mille parole? Perché le immagini hanno il potere di teletrasportarci immediatamente in quel posto, di legarci indissolubilmente a quella sensazione, e, a differenza delle parole, non necessitano di traduttore, sono un (il) linguaggio internazionale, e non è un caso che la fotografia venga definita l'ottava arte.

Rispondete a questa domanda: se doveste iscrivervi ad un sito di incontri (sì, lo so che voi mai, perché la vostra vita sociale è una figata spaziale, ma fingete solo per farmi un piacere) allora, se doveste mettere una vostra foto su meetic, che immagine utilizzereste?

Quella in cui sembra siate appena usciti da una settimana di convivenza con un virus intestinale, o quella in cui i vostri capelli paiono pettinati e lucidi, i vostri denti bianchi e l'aspetto generale pulito e ordinato? (NB se avete scelto la prima opzione è inutile che proseguiate nella lettura).

 

In ambito pubblicitario la giusta immagine facilita la vendita, perché, come dice Hannibal the Cannibal, “iniziamo desiderando ciò che vediamo”.

- e non ci pare serva un genio per capirlo, starete già pensando voi.

Esatto! Son felice di trovare tutti ampiamente d'accordo, quindi ora sarà ancora più semplice spiegarmi il motivo per cui le foto che scattate agli alloggi in vendita sono, novanta volte su cento, delle schifezze immonde!

Inquadrature senza senso, sovraesposte o sottoesposte, facciate in controluce, oppure riprese in giorni di pioggia. Immagini brutte, che tra l'altro contraddicono un testo (poi parliamo anche di quello neh) che normalmente tende ad esaltare le più banali caratteristiche, trasformando ogni cosa (casa) in ampia, luminosissima, meravigliosa, unica, eccetera eccetera eccetera.


Premesso che esistono delle regole ben codificate per lo scatto degli interni, ma mettiamo pure che

- non c'ho tempo di leggere ste cose... il notaio, i clienti, candy crash, provate, da oggi, ad osservare con un altro occhio le riviste di arredo, e vi prego di non rispondermi:

- è facile fotografare quelle case lì, ma con il monolocale vista tangenziale (comunque ampio, luminosissimo e unico) è una mission impossibile.

Posted by Realtortv on Sabato 23 maggio 2015

Voglio sperare che non abbiate solo appartamenti orrendi nel vostro portfolio (se sì, in questo momento sto osservando un minuto di silenzio per voi), per cui ora vi svelerò il motivo di questo post, fornirvi cinque consigli di base su cui iniziare a lavorare:

  1. il primo non è un suggerimento fotografico, ma di buon senso. Se non ci sono i proprietari presenti, date una rapida sistemata generale: raddrizzate il copri divano, nascondete le stoviglie, i giochi dei bimbi, gli oggetti vari, e abbassate, mi raccomando, la tavoletta del cesso. E se ci sono i proprietari presenti? Uguale! Siete stati interpellati per vendere, e questa operazione fa parte integrante della vendita (tipo vendita)
  2. attenti alla luce diretta che proviene dalle finestre, il sensore della macchina fotografica non è potente come quello dei nostri occhi, rischiate di scattare foto scure difficili da salvare. Provate a tirare le tende o meglio ancora a cambiare inquadratura
  3. per dare ampiezza di visuale, abbassatevi e fotografate del basso verso l'alto, oppure, portate la macchina fotografica sopra la vostra testa e scattate dall'alto verso il basso, meglio se con un obiettivo tipo grandangolare, io ho un 10/24. Se utilizzate lo smartphone, ci sono in vendita, al costo di circa cento euro, obiettivi che producono lo stesso effetto
  4. gli esterni si fotografano sempre in giornate di sole e mai controluce
  5. copiate le inquadrature che vi piacciono di più dalle riviste o dai colleghi più bravi di voi.

Lo so a cosa state pensando, che le belle fotografie non sono sufficienti per vendere, e questo è vero, però aumentano la probabilità che accada, perché se la vostra maniera di proporre gli alloggi è più accattivante, magari verrete contattati voi e non un vostro collega, non ci avevate mai riflettuto?



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Commenti: 3
  • #1

    Stella Francesco (mercoledì, 24 giugno 2015 15:47)

    Vorrei in modo rispettoso dare una risposta alla signora molto preparata in materia d'immagine e fotografia certamente!!!. A mio parere non ritengo importante l'immagine che si sottopone al cliente su un portale o nel cartaceo ,se non è un immagine che riprende in modo reale quello che lo stesso vedrà dal vivo.
    Detto questo ,sono d'accordo con la signora che le foto vanno fatte in modo professionale con dei tagli giusti e a delle risoluzioni accettabili, senza esagerare con l'arte della fotografia ,gli agenti immobiliari non sono dei fotografi e non devono investire in operatori fotografici per fare una fotografia normale che riprenda le parti fondamentali di un immobile .
    Se l'immobile che vendiamo ha degli oggetti in quanto è arredato,o è allo stato originale a volte pessimo, oppure ha di per se un taglio dei muri e degli ambienti non del tutto lineare, la fotografia deve riprendere tutti questi elementi ne più ne meno (ammesso la si voglia fare), perchè saranno gli elementi che il cliente visionerà e le aspettative ,in questo ,modo ,vengono rispettate.
    Grazie e complimenti per il vostro progetto Web !!!!
    Stella Francesco
    Responsabile nazionale Gruppo Idea Immobiliare
    rete non in franchising.

  • #2

    Paola (mercoledì, 24 giugno 2015 19:25)

    Buongiorno signor Francesco, prima di tutto, forse non l’ho scritto qui, volevo sottolineare ancora una volta che quando racconto di fotografie parlo da agente immobiliare, perché questo è il mio mestiere.
    Non so se abbia seguito il mio webinar su regold.it, ma io consiglio a tutti un’attrezzatura basic, il minimo indispensabile.
    La fotografia è un’arte, ma tra le “foto tipo” dell’agente immobiliare e le foto artistiche di cui parla lei (e che nessuno pretende), in mezzo ci sta il mare, ed è lì che io vado a inserirmi. Perché per scattare fotografie efficaci, non serve essere né artisti né possessori di reflex meravigliose, sarebbe sufficiente avere la consapevolezza, perché tanti ancora non ce l’hanno, che le immagini sono fondamentali nella comunicazione, perché le immagini, da sole, raccontano.
    Ovvio che ci sono delle eccezioni, se l’alloggio è da ristrutturare, non è necessario fotografare l’interno, basterà scriverlo, meglio se in un italiano corretto, parlando di metraggi (con allegata planimetria) e costi di ristrutturazione (reali). Le foto potranno, per esempio, ritrarre la facciata, il contesto, la vista dalle finestre.
    Lo so bene che le persone comprano quasi sempre in base alla posizione, al prezzo e al numero di vani, ma a parità di offerta (immagini, cosa che capita spesso, di aver condiviso un pezzo con un collega), probabilmente andranno da chi avrà saputo descrivere meglio l’oggetto dei loro desideri, perché è di questo che stiamo parlando, di desideri, la casa per molti è un sogno da realizzare.
    Sono d’accordo che le aspettative andrebbero rispettate, e qui dovremmo aprire un capitolo sulle descrizioni (avrà notato anche lei che per scritto è tutto ampio e luminoso), ma certe fotografie non rispettano le aspettative, le sviliscono.
    Grazie mille del suo commento e dei complimenti.
    Saluti,

    Paola Faravelli

  • #3

    Fabio (giovedì, 17 marzo 2016 17:27)

    Gentile Paola

    sono un fotografo di interni, still life e tour virtuali ed ho trovato il suo articolo interessante.
    Interessante perché offre alcune semplici procedure per migliorare la pre-visita. Comprendo che le fotografi non possono sostituire una visita, ma almeno che soddisfino il principale aspetto che chiunque vorrebbe: rendere quanto più possibile la realtà.
    Non esiste contributo peggiore delle aspettative insoddisfatte. Non solo in meglio o in peggio ma proprio diversamente da cosa una persona si aspetta in base a quello che ha visto.
    Per questo comprendo che un servizio fotografico fatto da un professionista sarebbe un onere che potrebbe non essere recuperato dall'agenzia in caso di mancata vendita, ma basterebbe suggerire caldamente al proprietario di fare questo piccolo investimento per evitare perdite di tempo con visite inutili e magari aumentare le probabilità di una vendita anticipata.
    Oggi un servizio fotografico è un piccolo investimento, ed addirittura per le strutture di pregio un tour virtuale ha prezzi accessibilissimi.

    Cordialmente.
    Fabio Casati
    Fotografo www.aprileporte.it